Terrains Comuns

mappa multisensoriale partecipata

TERRENI COMUNI – mappa multisensoriale partecipata
Terrains communs – Carte multisensorielle participative

Ispirazione:
Inspiration:
Dans tout musée, la première salle est toujours la ville, c’est elle qui pose le c C’est en partant de ce principe que nous avons créer une
La prima sala di ogni museo è la città, il contesto di riferimento. Partendo da questo assioma, abbiamo intersecato la vita pulsante dell’ambiente cittadino con la storia dell’Istituto e dei personaggi che ancora ne fanno parte. L’Istituto Cavazza, infatti, nasce dalla volontà di creare un legame tra la comunità non vedente e il tessuto sociale di Bologna, obiettivo che negli anni è stato raggiunto grazie a iniziative culturali inclusive e al progresso tecnologico. Il progetto si sviluppa, dunque, dall’idea di creare una “liason” tra la città e l’esperienza del museo, che invita il visitatore a riscoprire il mondo come “Tolomeo”, cioè attraverso altri punti di vista.
Per realizzare il prototipo siamo dunque partiti da uno dei pezzi più significativi della collezione del Museo: la mappa tattile, oggetto ben impresso nella memoria di chi ha frequentato l’istituto. Il pezzo della collezione, attraverso una calcografia, è diventato quindi il punto di riferimento per unire il dentro e il fuori, l’istituto con la città. Una volta riprodotto il calco sono stati applicati sulla nuova mappa dei materiali in grado di riprodurre la texture di giardini, pavimentazioni, terreni e strade. In diversi punti della città si troveranno dei pulsanti, collegati al computer, che riprodurranno i suoni tipici del contesto urbano. La scritta a fianco “terreni comuni” è stata riprodotta richiamando i materiali e le texture presenti nella mappa.

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Scopo:
Considerate le premesse il progetto ha preso vita dall’esigenza di rintracciare i “terreni comuni”, che altro non sono se non un diverso modo di comunicare e vivere i luoghi della quotidianità sulla base delle proprie sensazioni emotive e percettive. Il supporto della mappa diventa il punto di partenza per ricreare un’immagine di Bologna mentale e multisensoriale, dove sarà possibile per tutti condividere le proprie emozioni e ricordi. Lo scopo finale sarà quello di creare un coinvolgimento attivo del visitatore, che verrà chiamato a contribuire all’arricchimento della mappa e alla condivisione delle proprie sensazioni.

Strumenti e tecniche:
Schema di app digitale, frottage per il calco della mappa, collage, inserimento di pulsanti elettronici, collegamenti elettronici per i suoni. Materiale usato: oggetti, colla vinilica e sughero, carta in alluminio, fili in tessuto e fili elettrici, nastro isolante e programmi sonori per computer Mac.

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User experience:
NEL MUSEO
Il visitatore trova questa mappa all’entrata del museo, collocata “virtualmente” tra l’esperienza della città appena lasciata e l’esperienza del museo ancora da scoprire.
La mappa si pone come intermediario tra il museo e la città, chiedendo al visitatore di “giocare” con immagini mentali e sensoriali e condividere le proprie esperienze con gli altri.
Attraverso l’esplorazione tattile si ritrovano i materiali di strade, muri, giardini…
Proseguendo nell’esplorazione, il visitatore si imbatte in altri “stimolatori di sensi”: oggetti che producono rumori e odori e veri e propri materiali fisici che si associano mentalmente a determinati luoghi. Il visitatore è invitato a segnare sulla mappa i luoghi evocati, attraverso dei fili che permetteranno anche agli altri visitatori di rivivere le associazioni, ripercorrendoli al contrario.
NELLA CITTA’
Nella città, l’esplorazione continua attraverso la App, che permetterà agli utenti di condividere suoni o racconti della propria esperienza percettiva su una mappa virtuale.
Si creerà così un database partecipato di suoni e sensazioni che moltiplicheranno i punti di vista sulla città.
I suoni e racconti condivisi con la App si potranno ritrovare e riascoltare nella mappa del Museo.

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