Rot’onda. Da 90 a 0

Un museo e un visitatore solitario che scopre l'arte e ciò che sta dentro e intorno l'artista

Al visitatore verrà data la possibilità di creare un percorso di visita personale all’interno delle sale del museo, e anche all’esterno, scoprendo le opere e la figura di Carlo Zauli, come artista e uomo. L’obiettivo è contaminare gli spazi di suggestioni e coinvolgere l’utente facendogli vivere un’esperienza emozionale. Concentrandoci sulla sua figura di artista, nonché di uomo, vogliamo sottolineare l’importanza che l’artista ha avuto sia a livello locale che internazionale, ma anche attraverso l’omaggio di chi lo ha conosciuto in vita. Le suggestioni saranno visive ed uditive. Il percorso prevede anche un’installazione temporanea dove il visitatore potrà approcciare questa triplice lettura (la sua terra, il mondo e la contemporaneità delle residenze di artista) non solo virtualmente ma anche visivamente.

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La web application si svilupperà avendo come punto di partenza il cortile esterno al museo ed inviterà il visitatore ad iniziare dalla cantina delle terre il suo percorso che lo porterà ad uscire dal museo. Da qui sarà possibile decidere quale di 3 diversi percorsi intraprendere. L’uno dedicato alle sperimentazioni concettuali dell’arte contemporanea, il secondo incentrato sulla figura di Zauli, le sue opere ed i luoghi in cui ha vissuto tra le mura faentine. Il terzo ed ultimo percorso proietterà invece il visitatore verso la dimensione internazionale del lavoro di Zauli. Noi ci concentreremo sul secondo.

I contenuti verranno presentati al visitatore attraverso una mappa interattiva che permetterà all’utente di variare a suo piacimento il percorso mediante una successione di sale. La mappa sarà corredata di contributi audio e descrittivi. Questa autonomia di percorso viene riproposta in maniera estesa tra i quartieri della città di Faenza, dove al visitatore saranno segnalati i luoghi fulcro della vita di Carlo Zauli e delle sue opere. Negli audio, saranno incluse anche testimonianze di chi ha conoscituo Carlo Zauli.

Abbiamo scelto come simbolo del nostro progetto l’immagine della Ruota strappata (opera di Zauli), emblema della rottura tra arcaico e moderno, della forma che si libera dalla prigionia che l’artista vuole dare, così come il nostro percorso rappresenta un’evoluzione dell’esperienza museale rendendola interattiva.

Ricetta della Rot’onda:

1 feeling (umanità)

2 bilance, 1 vergine, 2 tori, 1 capricorno e degli outsider

Prendi diverse competenze che si intersecano e un tot di codici di cui la maggioranza non comprende il senso. La differenza si fa forza.

Prendi un museo, mescolalo e portalo tra le strade e prendi le strade che portano al museo.

Prendi il visitatore e aggiungi 3 percorsi in libertà. Unisci il classico al contemporaneo e le parole scritte sulla carta e riportale nel virtuale sotto forma di voce et voilà la nostra app.

Obiettivo: partire dal lato umano per capire quello artistico. Prendere un pubblico che non è interessato all’arte ma che si può avvicinare ad essa partendo dalle curiosità della vita quotidiana dell’artista.

 

 

Web application: codici

Cartellonicstica, indicatori, cartine: carta, colla, colori e fantasiafaenza_mappa1

Installazioni temporanee: carta, terra, sabbia, coriandoli

Punti di debolezza: tempistiche ridottissime per lo sviluppo di una web application e problemi di connessione

Punti di forza: idea innovativa che può essere implementata anche in altri circuiti analoghi. Attraverso le interviste, la parte emozionale viene amplificata. Si tratta di un nuovo concetto di web application museale, perchè porta il visitatore a scoprire anche l’anima dell’artista nella città e rappresenta un plus anche per la città stessa.

Giada Pieri: Contenuti

Giada Chiarini: Maker

Stefania Federico: Comunicazione

Paola Rosi: Designer

Alex Zaccherini: Codici

Letizia Montanelli: Mediazione

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