Proto-Typo Ferrara Museomix

Comunicare il museo all'esterno, attrarre nuovi pubblici, valorizzare i manifesti del museo.

Abbiamo mixato passato e presente per valorizzare i manifesti.Il totem interattivo guiderà i visitatori e li inviterà a crearne di nuovi in maniera artigianale

Il progetto Proto-Typo intende offrire una esperienza integrata tra passato e presente, tra fuori e dentro il museo. L’esperienza inizia con i nuovi manifesti, creati miscelando argomenti attuali con stili tipografici ed elementi del passato che riguardano la città di Ferrara.

 Catturata l’attenzione del visitatore, si incentiva la sua partecipazione fin dall’ingresso del museo: accanto alla macchina da stampa storica il visitatore potrà utilizzare il quiz interattivo per essere guidato ad una fruizione tematica degli oggetti e dei manifesti storici.

 All’interno delle sale del museo il visitatore continuerà ad essere ispirato sui manifesti che contengono argomenti di rilevanza storica ed attuale, stimolando confronti tra passato e presente.

 Al termine della visita, il pubblico sarà invitato ad utilizzare i caratteri mobili inseriti nel totem tubolare per realizzare un piccolo manifesto da appendere su bacheca. Il visitatore potrà così imprimere su carta il proprio contributo personale e condividerlo con il museo.

Il nostro progetto mixa tecnologie passate e tecnologie del presente. La stampa tradizionale con la stampa in 3D, il cartone del totem tubolare con la programmazione su Arduino, gli spazi di affissione in città con gli spazi pubblici online.

L’obiettivo del progetto Proto-Typo è quello di avvicinare nuovi pubblici tra cui giovani, turisti e cittadini verso gli elementi più curiosi della storia ferrarese, a cavallo tra il periodo storico del Risorgimento e della Resistenza.

 Abbiamo creato dei nuovi manifesti mixando passato e presente: parlando di argomenti di attualità attraverso elementi del passato intendiamo catturare l’attenzione del pubblico fuori dal museo.

 La consultazione dei manifesti, di cui il museo è ricchissimo, sarà incentivata dal quiz interattivo.

Il dialogo attivo sarà invece promosso dalla presenza del totem:  sarà possibile al visitatore di appendere nella bacheca del museo un proprio manifesto attraverso l’impiego di timbri/caratteri mobili.  

 

 

 

 

Per creare i manifesti è stato sufficiente del lavoro grafico utilizzando gli applicativi editoriali di Adobe e stamparlo su carta in formato A2 e A3. In particolare, abbiamo utilizzato dei font opensource per riprendere lo stile della stampa tipografica tra il secondo Ottocento e il primo Novecento.

La postazione/totem è stata costruita tramite:
– tubi di cartone pressato assemblati mediante incollaggio;
– un kit tipografico composto da 26 timbri in materiale plastico (PLA- Acido Polilattico) prodotti mediante stampa 3d e un tampone inchiostrato;

– quattro vani contenitori in cartone in cui sarà esposto materiale cartaceo informativo o riproduzioni di documenti scritti del museo con parti di testo volutamente omesse che il.visitatore potrà completare a suo piacimento utilizzando il kit tipografico;

– un pannello di cartone ondulato di colore bianco: adiacente alla postazione, ha la doppia funzione di schermo di proiezione e di bacheca di affissione.

Per creare il quiz interattivo è stato necessario utilizzare i seguenti dispositivi:
Hardware: Arduino 1, due interruttori Switch, una mini breadboard; un proiettore VGA, un PC con sistema operativo Windows .
Software: ArduinoIDE, ProcessingIDE.

 

Uno dei punti forti del nostro progetto è la comunicazione esterna: il nostro progetto permette di ‘avvicinare il pubblico cittadino e soprattutto i turisti che visitando Ferrara percorrono Corso Ercole d’Este per dirigersi al Palazzo Diamanti.

Un’altro punto forte è costituito dall’estrema economicità e facilità di realizzazione. Il progetto, migliorabile dal punto di vista informatico, è perfettamente funzionante e versatile per le attività del museo senza la necessità di impiegare ulteriori risorse.

-Quanto è costato realizzare il progetto?
Il costo complessivo è quantificabile in meno di 100 euro di materiali, grazie all’utilizzo di materiali di scarto, d’archivio. I costi maggiori riguardano l’impiego di una scheda Arduino e della stampa dei manifesti a colori.

– Come si intende comunicare all’esterno questo progetto?
Sono stati rintracciati diversi pubblici online interessati a discutere della storia della città. Per comunicare online il progetto potrebbero essere realizzate delle partership con comunità social, che permetterebbero di ottenere buzz e ringiovanire il pubblico del museo.

– Da dove nasce il nome Ippopotamix?

Tutti gli altri gruppi avevano scelto un nome di animali. Noi abbiamo scelto di trovare un nome per poter inserire la crasi con museomix!

ippopotamix

-Simone Basani -Mediatore
-Pietro Fabbri – Programmatore
-Tommaso Gabbrielli – Esperto contenuti
-Antonio Percolla – Comunicatore
-Serena Saponaro – Designer
-Mirco Vacchi –Maker

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